C’è un segreto custodito tra le mura di Madonna di Campagna che va ben oltre i 500 anni che ci apprestiamo a festeggiare. Come evidenziato dalle ricerche di diversi studiosi, questo luogo era uno dei cuori spirituali di Verbania già secoli prima del 1527, prima che lo splendore del Rinascimento lo trasformasse nel capolavoro architettonico che ammiriamo oggi sul Lago Maggiore.
Dalle origini romaniche a Santa Maria de Egro
L’attuale chiesa sorge infatti sul luogo dell’antica chiesa romanica di Santa Maria di Campagna, una delle cappelle che dipendevano dalla pieve di San Vittore di Intra. Un documento del 1346 la nomina ufficialmente come “Santa Maria de egro”, cioè di campagna, proprio per indicare la sua posizione isolata, nei campi, tra gli abitati di Suna e della Villa di Pallanza.
Il Campanile dell’XI secolo: un primato nel Verbano
Di quel passato oggi resta un testimone silenzioso ma possente: il campanile. È proprio la sua struttura ad aiutarci nella ricostruzione delle vicende storiche dell’antico edificio: il confronto con altri esemplari infatti ha consentito di datarlo alla metà dell’XI secolo. Si tratta quindi di uno dei più antichi campanili del Verbano che siano giunti sino a noi. La sua muratura in pietra e la sua linea austera ci raccontano di un’epoca in cui la Chiesa era il punto di riferimento fondamentale per pellegrini e viandanti lungo le sponde del Lago Maggiore.
Il progetto “Madonna di Campagna: arte, fede e comunità”
Riscoprire queste radici significa capire perché, nel Cinquecento, la comunità decise di erigere proprio qui un monumento così grandioso. Quello che stiamo realizzando con il progetto “Madonna di Campagna: arte, fede e comunità” non è solo un restauro architettonico, è la cura di una storia millenaria che appartiene a tutti noi e a tutto il territorio di Verbania.
